Archive for January, 2015

Ieri vado a Milano per lavoro.

Naturalmente, come ogni volta, riesco a perdere l’orientamento dopo due incroci con altrettanti viali infiniti e perfettamente uguali.

Dice, vai verso est. Ora, o i milanesi sono geneticamente dotati di un GPS interno, oppure con grandi sberleffi verso i Genovesi sono i depositari di segreti mai rivelati riguardanti la navigazione senza bussola né sestante…fatto sta che a mezzogiorno, con il sole occultato da una coltre di nubi spessa 5.000 metri e senza il mare a farmi capire da che parte sto guardando, trovare l’est (come uno qualsiasi degli altri punti cardinali) è assolutamente impossibile.

Comunque, transeat, non era questo l’argomento. Dopo tutto il giorno passato al freddo e alla pioggerella nella metropoli meneghina, torno a Famagosta, riprendo l’auto e mi dirigo verso sud. Alla barriera di Assago piove. Binasco, piove. Bereguardo,piove misto nevischio. Pavia Sud, molto nevischio poca pioggia. Casei Gerola, il cartello elettronico avvisa “Neve tra Casei Gerola e Genova Bolzaneto”; e in effetti nevica. Il cartello successivo ribadisce “transito vietato ai mezzi pesanti sulla A7″…il che farebbe presumere un innevamento che in confronto l’Overlook Hotel è un albergo della Riviera Romagnola.

Ora, sulla A7 prima di Tortona nevica, d’accordo, però nessuno s’immagina lupi che cacciano in branchi, Inuit che iniziano a progettare nuovi igloo, orsi bianchi a caccia di foche sul pack. E invece, al bivio-bretella per la A26, la A7 è chiusa con tanto di fuochi di segnalazione sull’asfalto; capirai, sulle carreggiate ci saranno come minimo tre centimetri di neve fresca, chiudere un’autostrada è il minimo.

Quindi, tutti quanti felicemente instradati verso Novi Ligure e la A26, con la velocità che diminuisce progressivamente, grazie anche al fatto che continua a nevicare che Dio la manda e che la corsia di sorpasso sembra la 3Tre di Madonna di Campiglio. Tuttavia, verso i 25 km/h, qualche sconforto inizia ad apparire: laggiù all’orizzonte (una trentina di metri, vista la visibilità) si vedono auto che mettono la freccia e sorpassano “qualcosa”.

Poco alla volta viene il mio turno di superare il “qualcosa”, che altro non è che una Hummer H3 che procede a 15 km/h sulla corsia LIBERA DALLA NEVE. Al suo interno, stringendo il volante come se mollandolo rischiasse di venir portato via da un uragano, un tipo sulla cinquantina con gli occhi incollati al parabrezza e lo stesso sguardo di terrore di un gatto senza una zampa dentro un recinto pieno di pitbull idrofobi.

Del resto, quando ha comprato la Hummer in quanto “fuoristrada”, credeva che questa caratteristica significasse la possibilità di posteggiare in Corso Italia con una ruota sul marciapiede, o al limite di fare manovra sconfinando brevemente in una pozzanghera, ma non certo di sfidare la taiga siberiana.

Ai tempi, se volevi comprare una Ferrari F40, venivi omaggiato di un corso di guida sportiva all’interno di un circuito automobilistico (mi sembra di ricordare fosse quello di Le Castellet), per essere sicuri che non facessi cazzate, tipo un testacoda in posteggio.

Oggi, prima di permetterti l’acquisto di un fuoristrada, una volta appurata la tua residenza a Genova, più che un corso di guida sportiva dovrebbe essere obbligatorio l’elettroencefalogramma.