Archive for March, 2018

SUPPER’S READY

Posted: 21/03/2018 in Uncategorized

La notizia di oggi, apparsa sulla quasi totalità dei quotidiani, è una di quelle notizie che non fanno eccessivo scalpore: nessuna sparatoria in un liceo americano, nessuna donna uccisa o seviziata, nessuna vittima di bullismo che scrive un vademecum su Instagram, nessun’altra denuncia per molestie a Weinstein, nessun crollo di palazzine abusive in provincia di Caserta, nessuno scoop all’Isola dei Famosi, nessun politico rivelatosi corrotto (più del lecito, ça va sans dire).

La notizia di oggi viene letta dagli occhi in maniera quasi subliminale: uno sguardo buttato lì al giornale sul bancone del bar, già ridotto uno schifo alle 7.50; una rapida scorsa al monitor mentre si scorrono le pagine verso il basso con la rotella del mouse, alla ricerca di qualche video divertente, della classifica di serie A, delle peripezie di Tiger Woods per ritornare a guadagnare 15 milioni di dollari all’anno. Si esce dal bar con ancora il gusto del caffè (che chissà perché tutte le macchine da caffè del mondo a casa non riescono a fare come al bar), si abbandona la pagina del browser per iniziare lentamente a lavorare, tipo un vecchio motore diesel…

La notizia di oggi recita più o meno: “Approvate le sanzioni per chi viene sorpreso a rovistare nei cassonetti dei rifiuti, a meno che non sia alla ricerca di rifiuti destinati all’alimentazione personale”, e si riferisce a una  delibera approvata dal Consiglio Comunale di Genova nella giornata di ieri, 20 Marzo  2018.

Alle volte, dentro una semplice frase è contenuto un mondo: un mondo di riflessioni, un mondo di pensieri, un mondo un po’ incredulo, un mondo un po’ triste.

Genova, capoluogo della Liguria, una Regione collocata nel settentrione (quindi nella “parte più evoluta”) dell’Italia, una nazione facente parte del G7 cioè – fonte Wikipedia – dei primi sette maggiori Paesi avanzati, vale a dire quelli con la ricchezza nazionale netta più grande. 

20 Marzo 2018, vale a dire un passo deciso nel Terzo Millennio. Un periodo in cui ogni anno che trascorre rappresenta, in termini di sviluppo tecnologico, un secolo del Primo Millennio e almeno 20 anni del Secondo Millennio. Persino l’altezza media dell’Uomo (se la merita ancora, la “U” maiuscola?), nell’ultimo secolo, è aumentata di oltre 10 cm. L’anno prossimo festeggeremo il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna. Ci sono 7 miliardi e mezzo di schede SIM attive nel mondo: più numeri di telefono che persone vive, in questo momento.

Il cielo è pieno di droni, i robot adesso aprono le porte, si offendono, battono a scacchi l’uomo (minuscola, vah)…ma come esseri umani senzienti, che vivono e si riproducono in un Paese “maggiormente avanzato”, che passano le ore sui social network, che creano storie su Instagram, che condividono tutto in tempo reale, dalle ricette di cucina ai gattini alle foto di incidenti, che imparano prima a scrivere “Amazon” che ad azzeccare un congiuntivo…

Ecco, abbiamo sentito la necessità non di multare chi venga sorpreso a frugare in un cassonetto (già, usare la parola “sorpreso”…come se uno potesse nascondersi, per frugare in un cassonetto alto due metri e altrettanto largo; se uno decide di frugare, fruga alla luce del Sole o al limite della Luna…di un lampione, in extrema ratio), ma di non multarlo se sta frugando alla ricerca di “rifiuti destinati all’alimentazione personale”…in Italiano volgare, se sta cercando qualcosa da mangiare.

Perché in questo Paese del G7, in questa Terra di cultura e storia, in questa Terra dove a scuola si studiano ormai sul tablet (in molti non sanno neanche più che diamine sia, un Atlante) i Paesi del Terzo Mondo, del Quarto Mondo, dell’Altro Mondo, in questa Culla di pittura, letteratura, architettura e molti altri “tura”, in questo Paese, dicevamo, cercare cibo nei cassonetti dei rifiuti è diventato normale, normalissimo, talmente normale che non si può pensare, in tutta onestà, di multare chi lo fa. Sarebbe come multare uno che fa la coda al supermercato, no? Che caspita, uno si procura il cibo un po’ dove crede, no? Anche come crede, quindi…e allora qual è il vero confine, oltre a quello della nostra insospettata vergogna? Si può multare chi, armato di fiocina a mano, gira per i vicoli a cacciare gatti e topi? Chi mette vischio sui tetti per catturare piccioni e gabbiani? Oppure per la caccia urbana esiste ancora un veto? “Già ti abbiamo autorizzato a cercare liberamente nei cassonetti il cibo per te e i tuoi eventuali famigliari, ora non ti allargare”. 

E se nascesse il racket dei cassonetti? Un Boss un po’ decaduto, che sguinzaglia i suoi tirapiedi più decaduti di lui a rovistare nei cassonetti “con diritto di precedenza”,  carpito e non acquisito, per poi rivendere il cibo ai ricercatori “di secondo livello”? Si fondasse un mercatino abusivo ma tollerato, dove lo smercio di rifiuti commestibili la faccia da padrone? Tutto un po’ in ombra per favore, siamo o non siamo un Paese del G7?

Qualche anno fa (ma temo tuttora) a Calcutta, in India, i poveri un po’ meno poveri dei poveri che vivono nelle enormi discariche di rifiuti davano delle povere mance al comunque povero autista dei camion dei rifiuti, affinché – prima di entrare nella discarica – facesse finta di niente e si fermasse una decina di minuti fuori dal cancello; così facendo i poveri un po’ meno poveri avevano acquisito una sorta di precedenza nel rovistaggio: i rifiuti più prestigiosi non arrivavano neppure alla discarica, ma grazie a questa corruzione patetica venivano al contrario razziati “alla fonte”. Calcutta, India.

Qualche anno fa (ma temo tuttora) a Jaipur, in India, nel favoloso Rajasthan, terra di palazzi e maharajah, fuori da un ristorante ho visto una donna, circondata da cinque bambini e con un sesto bambino (praticamente un neonato) avvolto in uno straccio sporco legato al suo petto, che con un bastone scacciava da un cassonetto un’intera orda di enormi ratti, per poi tuffarsi nei rifiuti ancora tiepidi e mangiare avidamente gli avanzi appena gettati via, dividendoli con i suoi figli, incluso il neonato. Jaipur, India. 

Qui Genova, Italia, Anno Domini 2018. 

Passo e chiudo (non il cassonetto, non si sa mai).