…”Non contiene”, quindi va bene.

Posted: 06/03/2020 in Uncategorized

Gironzolando per i labirinti di un supermercato, dove notoriamente i prodotti sono esposti con strategie psicosociali che farebbero impallidire le ricerche della NASA (niente è disposto a caso: colori, forme, altezza sui ripiani…tutto studiato per farti comprare prima quello che non ti serve e solo alla fine quello di cui non puoi fare a meno…e che probabilmente erano le uniche cose che volevi comprare quando sei entrato), non si può non notare (un’altra allitterazione del mattino) come buona parte delle confezioni evidenzi l’espressione “Non contiene…”

Come se non ci dovesse interessare quello che stiamo comprando, ma quello che NON stiamo comprando. Come andare da un concessionario di auto e sentirsi dire, magari con fare ammiccante “E poi, tenga presente che quest’auto non contiene una bicicletta!”. Ecchissenestrafotte, verrebbe quasi da dire, ma nel supermercato tutto è concesso.

Ultimamente, su shampoo balsami saponi liquidi trucchi e parrucchi compare la scritta “Non contiene parabeni”; l’ho notato per la prima volta osservando, mentre facevo la doccia e cercavo qualcosa da leggere (viziaccio), le scritte in piccolo sul flacone dello shampoo per cani (si, ho un cane e no, non mi lavo con lo shampoo per cani). “Non contiene parabeni”. E ho deciso di approfondire.

I parabeni sono composti chimici molto usati nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale, ma non solo. Sono utilizzati, infatti, anche in alcuni prodotti alimentari, oltre che in creme e tinture. La loro caratteristica principale è quella di essere potenti battericidi e fungicidi e di consentire, dunque, un’eccezionale capacità di conservazione dei prodotti. Studi recenti hanno evidenziato come queste sostanze non vengano smaltite dall’organismo, ma si accumulino nel corpo. Ci sarebbe inoltre una relazione allarmante tra parabeni e sistema endocrino e tra parabeni e tumore al seno: questi additivi chimici, in parole povere, sarebbero cancerogeni, in grado cioè di favorire l’insorgenza di tumori in varie parti del corpo, soprattutto al seno e alla pelle.

Bene.

Da qui la decisione delle aziende, in primis, di scrivere “Non contiene parabeni” su qualsiasi prodotto, e come conseguenza tangibile quella di – udite udite – LIMITARE LA QUANTITÀ di parabeni a una soglia definita “accettabile”. Chiedo scusa, per vedere se ho capito bene: è stato stabilito che un prodotto (che peraltro mi rifili da decine di anni in cose che utilizzo tutti i giorni…io, almeno, poiché salendo su un treno incontro persone che non sembrano intaccate da parabeni né da saponi vari…ma questa è un’altra storia) è conclamatamente cancerogeno, e invece di bandirlo come Dante da Firenze ME NE METTI UN PO’ MENO?

Un po’ come se, durante uno stupro, il maniaco dicesse alla vittima: “Tranquilla, entro solo un pochino”. Come se il datore di lavoro dicesse al dipendente “Sei licenziato, ma solo un’ora al giorno”. Come se sulle confezioni dei biscotti scrivessero “Contiene merda, ma poca: non te ne accorgi neanche.”

Per dire, negli Stati Uniti i parabeni sono permessi perché secondo i loro test non sono risultati cancerogeni. Non sui topi, almeno. Anzi, hanno tutti un pelo morbidissimo, adesso. Hai visto mai?

Quindi, recapitolando, ogni giorno assumiamo poco olio di palma, pochi parabeni, poco stupro, poco licenziamento, e soprattutto poca merda.

Rispetto a quella che ci meriteremmo come Genere Umano, intendo.

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